• La persecuzione del terrorismo in Italia – La grande bufala

    Negli ultimi anni si parla molto di terrorismo in Italia, di quanto questo stia crescendo e sviluppandosi. Visto che la cosa mi è parsa interessante ho voluto documentarmi un po’. Il risultato di queste ricerche l’ho sinteticamente raccolto in questo post.

    Le fonti di dati che ho utilizzato sono:

    Processi e denunce

    TerrorismoDatiDenunceNel corso del periodo 2007-2013 si può vedere che c’è stata una progressiva diminuzione delle denunce per reati connessi al terrorismo ad eccezione degli anni 2010 e 2011. In questi due anni c’è stata un’impennata (le denunce sono raddoppiate) per poi calare e riprendere il trend di riduzione generale.

     

     

     

    TerrorismoGrafDenunce

    Anche i processi hanno subito un andamento analogo seppur con un ritardo di circa due anni, ovviamente legato alla durata dei processi o dell’istruzione degli stessi.

     

     

     

     

     

    Esito dei processi

    TerrorismoDatiEsitiIl numero di denunce da solo non riesce a fornire l’idea dell’efficacia degli interventi di denuncia, così vale la pena andare a verificare l’esito che le denunce hanno poi avuto nei processi.

     

     

     

     

    TerrorismoGrafEsitiQuello che emerge dall’osservazione dei dati, è piuttosto sconfortante: soltanto una minima parte delle denunce si trasformano in condanne e il rapporto condanne/denunce rimane costante nel tempo, segno che non c’è stato alcun miglioramento nell’attività investigativa.

     

     

     

     

     

     

    Un rapporto così basso tra denunce e condanne (solo il 10% delle denunce arriva ad una condanna) può portare ad una serie di conclusioni, tutte facilmente riscontrabili nella realtà.

    1. Le indagini e le denunce conseguenti che poi hanno esito non di condanna nei processi fanno intuire quanto infondate siano normalmente le accuse di terrorismo. Soprattutto in considerazione del fatto che l’80% si conclude con un archiviazione!

    2. In considerazione del fatto che le leggi in Italia prevedono la carcerazione preventiva (o altre misure cautelari) fino al processo, per la maggior parte di queste si tratta di vero abuso, insomma di un forma di repressione preventiva inconcepibile per qualunque diritto.

    TerrorismoGrafEsitiTotale



  • Ricordi

    Risistemando le foto mi sono riapparse anche queste due, ricordo di altrettante maratone fotografiche. Entrambe, fuori tema, mi tengono vivo il ricordo di quegli incontri.
    La prima, scattata nel 2013, la associo al ricordo di quella ragazza che con una “dolcezza lancinante” acconsentì. Tutto attorno a lei era dolce e delicato, anche le note che uscivano dalla sua malridotta fisarmonica.
    Il suo modo di porsi, la discrezione della sua presenza in strada la rendevano estranea al mondo nel quale si ritrovava suo malgrado.

    Quest’altra, del 2014 anch’essa fuori tema di un maratona fotografica, è tutta un’altra storia. Era seduto a terra, sulla porta di una chiesa. I suoi occhi parlano e raccontano meglio delle sue parole. Anch’egli non esitò ad accettare la mia richiesta, e poi iniziò a raccontarmi di una malattia, quasi subito cambiando lingua impedendomi di capire. Racconto di un viaggio duro per arrivare fino a qui. Di malattia. Di denaro quasi preteso, occhi che ti entrano dentro, che ti prendono il cuore.

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